Relazione sui risultati del Sondaggio

Ecco una breve ma significativa analisi a riguardo del sondaggio che ho proposto la settimana scorsa con tema : La Sicurezza Informatica nell’era di internet.

Il sondaggio non è stato affollatissimo ma comunque è riuscito a delinearmi un profilo abbastanza attendibile del grado di know-how esistente sul tema.

Il Background Informatico generale dei rispondenti il sondaggio è sicuramente molto basico, ed è proprio a quella fetta do popolazione che volevo rivolgermi. Oggi nel 2016  il concetto di Virus (che dal sondaggio è esperienza nota per l’86% delle persone coinvolte) è molto evoluto rispetto a 10 anni fa; oggi il cybercrime è l’attività più redditizia tra quelle possibili in internet e il target di chi li propaga si è notevolmente spostato da prima.

Un tempo i virus venivamo divulgati come atto di sfida e per creare un disagio (oltre che per pressare sulal vendita di prodotti “legali” in modo meno legale es. Antivirus ) oggi la maggior parte del malware è utilizzato a scopi economici, da lui si vuole trarre monetizzazione diretta (riscatto/ricatto) o indiretta (furto di informazioni, spionaggio e concorrenza sleale).

Ecco che la risposta alle successive 3 domande inizia a delineare un tratto abbastanza inquietante, infatti se è vero che l’86% ha avuto a che fare con un virus, la stessa identica percentuale non conosce la categoria dei Ransomware, ossia quei malware che si insediano nei pc e ne criptano il contenuto, spesso con chiavi esadecimali e asincrone, per poi richiedere un riscatto per ottenere la decriptazione. Molte volte l’utente riesce ad uscirne (cloud, backup o semplicemente disinteresse per il dato perduto), ma ci sono casi in cui è costretto a  pagare e si stima un giro d’affari mondiale che supera i 200 mln di dollari ogni anno.

L’approfondimento su come funzionano i ransomware lo farò la prossima settimana, ma è l’approccio all’utilizzo del dispositivo informatico l’unica vera arma a disposizione dell’utente (gli Anti Virus infatti non bloccano i crypto, o meglio non direttamente).

Diffusissimo e pressoché sconosciuto (solo il 18% dei rispondenti) lo spoofing (Domanda n.4)  e stiamo parlando della sottrazione e manipolazione, nonché riutilizzo dei dati personali delle persone, della credenziali e dei profili virtuali nonché delle loro risorse (IP,file cloud,foto) ; mediamente più noti gli altri crimini citati.

Molta sensibilità e conoscenza dimostrata sul tema del Cyber Stalking (90%) ma crolla la consapevolezza delle normative fondamentali per l’utilizzo di internet, per la tutela della propria immagine e quella dei propri figli (solo il 27% dichiara di saperne qualcosa), mentre il del restante 73% una buona metà vorrebbe approfondimenti in merito cercando sul web (cosa che consiglio solo ed esclusivamente dopo aver partecipato a qualche corso per l’utilizzo degli strumenti Internet).

Poca consapevolezza sul fenomeno del Cyber Bullismo (sia tra bambini che tra adulti) solo il 18% ne sa qualcosa mentre il 60% dice che vorrebbe più informazione (e io direi “formazione”) sul come guidare i propri figli all’utilizzo di Internet e dei suoi strumenti.

Il sondaggio si conclude con 2 domande che trovano quasi la totalità dei rispondenti in accordo, sia sul fatto che Internet è uno strumento importante, e che dovrebbero essere messi in condizioni di non privare i propri figli dal suo utilizzo, e del fatto che un corso che tenti di eliminare i dubbi evidenziati da questo articolo sia più che utile.

E alla luce di questi risultati, lo penso anche io.

A presto.

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