Informatica Generale, online, Recensioni, Sicurezza Informatica, social network

Comunicazione = Conoscienza + Credibilità + Contenuti

Dopo quasi 11 anni nel mondo Informatico diviso tra Azienda e libera professione ho deciso di ricominciare a dedicare del tempo all’accrescimento delle mie skills arricchendo il mio bagaglio culturale con nuove prospettive.

Ho passato quindi gli ultimi 5 anni a studiare i fenomeni che gravitano attorno alla Sicurezza Informatica specializzandomi nel settore.
Ho superato con profitto un corso di Alta Formazione per conseguire la qualifica di Ethical Hacking in modo da comprendere a fondo le azioni che vengono intraprese dagli “offenders” stando dalla parte opposta della barricata.

Ho analizzato le motivazioni che spingono a queste azioni, andando a studiare non solo i fenomeni relativi agli attacchi Informatici ma anche quelli verso la persona come il Cyberbullismo, il Revenge Porn, il Digital Stalking e via dicendo.

Ho iniziato a collaborare in modo pro-attivo con la Polizia Postale e delle Comunicazioni del Friuli Venezia Giulia condividendo nuove scoperte e esperienze on-field.

Tutto questo mi ha portato ad interessarmi da vicino alle dinamiche psicologiche che attraversano le menti di questi individui cercando, in ottica di prevenzione, di imparare a leggere tra le righe della ordinaria comunicazione, imparando a distinguere i messaggi evocativi che si nascondono dietro a un immagine, a un Like, a una richiesta di contatto. Tutte le azioni che compiamo sono finalizzate a comunicare qualcosa.

Analizzare il comportamento della gente online significa catalogare un mondo infinito di personalità diverse, milioni di puzzle da comporre ma anche un altrettanto esercito di anime da proteggere, perchè sì la comunicazione è veicolo di divulgazione ma è anche arma, e sui social siamo tutti potenziali vittime e carnefici.

La commistione di queste mie curiosità ha dato alito di vita a una passione che ben presto si è tradotta in una pseudo-attività professionale utile nel mondo della comunicazione social di massa.

Raggiungere un obiettivo utilizzando i Social Network come strumento, sfruttando le conoscenze maturate sulla personalità degli individui online, unite alle skills in ambito informatico, il tutto sapendo muoversi in modo organico, legittimo e trasparente in un mondo in cui ritagliarsi un minimo di credibilità è impresa davvero audace.

Non esiste il Copy Writer perfetto, non esiste il Social Media Manager perfetto e non esiste il perfetto Security Expert, quello che può però fare la differenza è uno studio delle fattispecie, unito alla conoscenza di determinati comportamenti ed unito ad una strategia comunicativa consolidata; questa formula chimica complessa non deve necessariamente tradursi in una sola figura, ma anche in un team.

Volendo esplicitare tutto questo in una formula la tradurrei in C.C.C. (Conoscenza, Credibilità e Contenuti).

La Conoscenza è pilastro fondamentale:

  • bisogna conoscere gli strumenti con cui ci si appresta a lavorare, e per conoscere intendo padroneggiarli al punto di saperli spiegare individuandone pregi e difetti e sapendo calcolare, nel computo delle variabili in gioco, i rischi e gli effetti negativi che una campagna social inevitabilmente genera. Conoscere non è solo “saper usare“;
  • bisogna conoscere in modo approfondito il comportamento medio delle persone che utilizzano i Social, bisogna essere in grado di calarsi nei panni del maggior numero di personalità differenti in modo da poter elaborare una strategia comunicativa che copra il maggior numero di casi.
    Sì, bisogna essere anche un pò esperti della mente per saper comunicare con efficacia, bisogna studiare affinché con una sola frase si riesca a raggiungere il maggior numero di persone possibile, più corta è la frase più possibilità ho di farcela;

Per far capire qualcosa all’uditorio del web bisogna innanzitutto sapere cosa la gente del web è disposta a capire, cosa vuole capire.
La consapevolezza di ciò che stiamo comunicando può portarci a stimare, ad esempio, che la foto di un determinato prodotto creerà una certa copertura, ma la conoscenza di cui parlo sopra ci può portare ad avere informazioni in più, ci farà sapere che la copertura sarà ancora maggiore nella foto che ritrae lo stesso prodotto in compagnia di un animale ed ancora maggiore se si tratta di un gatto o di un cane.
Sono dati che stanno lì, nella più grande banca dati dell’universo : il web.
Capire cosa si celi dietro a questo assioma però non basta, bisogna conoscere a fondo le dinamiche che stanno a monte di ciò, per conoscerle bisogna documentarsi;

  • bisogna conoscere quello che c’è stato fino a prima in rete, sapendo individuare gli errori da non fare, analizzando a fondo le campagne di mal-informazione cercando in qualche modo di capire cosa attira le persone a tal punto da indurle a cadere nei tranelli; la conoscenza è la via che ci porta alla Credibilità, altro requisito fondamentale per una corretta comunicazione.
  • bisogna conoscere cosa si deve fare ma sopratutto sapere cosa NON si deve fare; è il punto di partenza verso il raggiungimento della Credibilità.

Ora, so’ che cosa devo comunicare.
So che cosa cerca un determinato target di persone e so in che modo devo dirglielo e sopratutto so come NON devo dirglielo.
Se anche i Contenuti che gli porto sono validi allora ho raggiunto il mio obiettivo, ovvero quello di creare Engagement.

Sì, perché la comunicazione ha sempre un fine ultimo e questo è ottenere qualcosa dalla persona con cui comunichiamo, sia anche solo il trasferimento corretto di un concetto o, come nel caso del Social Media Marketing, l‘ottenimento di un potenziale profitto da cliente.

Il reclutamento di potenziali clienti, da qui la parola “Engagement” dall’inglese “to engage” che vuol dire “reclutare”.

Non è una scienza esatta, è un percorso che si costruisce mattone per mattone.

A breve con nuovi contenuti.

Informatica Generale, privacy, Sicurezza Informatica, social network

Facebook e la (tua) privacy

E’ il social network più utilizzato del pianeta ma allo stesso tempo il più discusso dagli esperti di Sicurezza Informatica e Privacy : Facebook è chiamato alla prova di maturità per allinearsi alle linee guida normative in tema di riservatezza.

Non solo una stretta sulle fake news e sui profili chiaramente falsi : tra le nuove strategie messe in atto dal team di Zuckerberg per rendere più piacevole e confortevole il tempo passato sulla piattaforma ci sarebbero anche delle nuove feature per quanto riguarda la privacy su Facebook.

Da tempo, infatti, gli iscritti possono scegliere chi vedrà i loro post, quali informazioni del proprio profilo rendere disponibili a tutti gli utenti e quali invece riservare solo gli amici e, ancora, se rendere o meno pubblici i propri contatti, i gusti espressi tramite i like alle pagine, ecc.

Il fatto dia avere lo strumento , però, non significa automaticamente che chiunque abbia un profilo Facebook sia veramente, e in ogni momento della sua permanenza sulla piattaforma, attento a questioni come queste. Anzi: è tanto provocatorio quanto superfluo chiedersi quanti utenti abbiano letto, davvero, le clausole sulla privacy e sul trattamento dei dati personali da parte di Facebook prima di dare il consenso al momento dell’iscrizione. E non poche critiche sono piovute negli anni addosso all’azienda proprio per quanto riguarda la mancata o scarsa trasparenza con cui avrebbe comunicato le sue politiche di privacy su Facebook.

Il nuovo Hub per la Privacy su FB.

Una delle facility che Facebook ha introdotto è senza dubbio afferente la raggiungibilità di quello che possiamo definire una sorta di privacy hub in cui chiunque ha a portata di click tutte le informazioni di cui ha bisogno riguardo agli strumenti per rendere quanto più sicura possibile la propria vita social. Non è una trovata nuova veramente: il Privacy Center di Facebook esisteva già e, solo qualche tempo fa, era stato utilizzato nel tentativo di spiegare soprattutto ai più piccoli come navigare sul social in tutta sicurezza, senza condividere con altri informazioni indesiderate. La vocazione pedagogica è in qualche misura rimasta: con un linguaggio semplice e colloquiale, delle animazioni divertenti e delle pratiche sezioni tematiche, l’hub guida infatti, letteralmente, anche l’utente più comune a scoprire aspetti riguardanti la sua privacy su Facebook che con ogni probabilità non aveva mai considerato.

Facili proclami a parte – la missione di Facebook è quella di «rendere il mondo più aperto e connesso» e, in questo, un ruolo fondamentale ce l’ha direttamente la community, viene ribadito – quello che di interessante c’è è che, forse per la prima volta, Facebook rivela la sua politica sulla privacy in maniera chiara e puntuale.

Che dati raccoglie Facebook? Come vengono utilizzati? Con chi vengono condivisi? E come può, se può, l’utente gestire quegli stessi dati? Sono queste le domande a cui il team di Zuckerberg ha provato a rispondere. Soprattutto le risposte alla prima domanda potrebbero essere utili, così, agli utenti più preoccupati per la loro privacy su Facebook. Tra i dati raccolti dal social non ci sono solo le informazioni – relative al tipo di contenuti e alle persone con cui si interagisce, ai luoghi che si visitano, agli orari in cui si sta di più connessi – che vengono fornite personalmente attraverso l’uso che si fa della piattaforma. Facebook raccoglie anche le informazioni personali che vengono fornite da altri (si pensi alle foto in cui si è taggati), ricavate dalle proprie reti e cerchie (di amici, di like alle pagine) e, ancora, dedotte da e inerenti a i dispositivi da cui ci si connette al social, senza contare quelle che provengono da app, siti web, servizi terzi a cui si accede tramite il Facebook login o dalle aziende partner (che non sempre è detto l’utente conosca).

Per cosa vengono utilizzate informazioni come queste? La risposta è sotto gli occhi di tutti: da tempo lo sforzo di Facebook è di rendere quanto più personalizzata e personalizzabile possibile l’esperienza sulla piattaforma, tanto quando questo vuol dire mostrare le previsioni del tempo per la località in cui ci si trova, per esempio, quanto per dare precedenza nel feed alla tipologia di contenuti che si consumano più frequentemente o, ancora, per rendere possibili le previsioni dei tag nelle foto e, non meno importante, scovare e prendere provvedimenti contro i profili fake.

La guida di Facebook alla privacy sulla piattaforma continua quindi con una serie di indicazioni rispetto ai soggetti con cui possono essere condivisi i dati rilasciati a Facebook e le modalità con cui ciò potrebbe avvenire. All’utente vengono suggerite, poi, le azioni principali che può intraprendere – sia direttamente all’interno della piattaforma, sia tramite vie legali – qualora voglia modificare o cancellare alcune delle informazioni personali condivise sul social.

Se le inserzioni (di terzi) su Facebook pongono questioni di Privacy

Nel fare chiarezza sulla privacy su Facebook, infine, vengono fornite anche maggiori spiegazioni sul sistema delle inserzioni su Facebook. Perché a un utente viene mostrata un’inserzione e non un’altra e come (e se) l’utente può scegliere quale inserzioni vedere sono, del resto, interrogativi tra i più comuni per chi utilizzi quotidianamente Facebook. Semplificando molto: le pubblicità che vengono mostrate da Facebook dipendono ancora una volta dai propri like alle Pagine, dagli interessi che si è dichiarato di avere, dalle interazioni già avute con l’azienda o con il prodotto (se è stata utilizzata l’app tramite Facebook login, per esempio, o se è stato visualizzato un prodotto su un sito che abbia installato il pixel di Facebook è molto probabile che si riceveranno informazioni su azienda/prodotto in questione) e in parte anche dalla prossimità geografica con l’attività che voglia fare  marketing contestuale e di prossimità. Quello che forse non tutti gli iscritti sanno è, invece, che si possono modificare le proprie preferenze rispetto alle inserzionicontrollando i propri interessi, le pagine con cui si interagisce o impedendo a Facebook di utilizzare gli altri dati che ha a disposizione per personalizzarle.

Prendetevi cura della vostra Privacy perché è un patrimonio totalmente vostro e non dovete permettere che sia fonte di guadagno per terzi.