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TIM vi alza la tariffa : ecco cosa ho fatto io.

Altra storia realmente accaduta (e penso non solo a me).

22 Gennaio 2019, sono partiti ufficialmente gli SMS di avviso verso milioni di utenti TIM per quanto concerne la rimodulazione di alcune tra le più popolari tariffe in circolazione. Ecco quello arrivato a me:

Per la cronaca io ho (avevo) la tariffa TIM Young & Music Limited Edition. A quanto pare sono state deliberati in modo unilaterale 3 tagli di aumenti rispettivamente di 0,99 – 1,99 e 2,99 € a seconda della tariffa. Lato TIM viene messa come un “Esigenza legata all’evoluzione del mercato” e come palliativo viene offerta l’attivazione di una opzione “Minuti Gratis Illimitati” verso tutti (che ad oggi hanno ben poco valore economico). Essendo una modifica alle condizioni contrattuali è bene sapere che l’utente non soddisfatto può recedere dal contratto e cambiare operatore senza incorrere in nessun tipo di penale (per quanto riguarda le offerte vincolate, specie quelle legate alla rateizzazione di un dispositivo).

La mia reazione personale è stata quella di chiedere a TIM il trattamento riservato ai nuovi clienti (al momento c’è un offerta di entrata che per 9,99€ al mese da 1000 minuti e 20 Gb di traffico), ma mi è stato risposto che non è possibile e che avrei dovuto attivare un altra SIM, di conseguenza ho telefonato ai cugini di Vodafone che mi hanno avviato le pratiche di portabilità garantendomi la tariffa di cui sopra.

Il consiglio è quello di documentarsi su quello che è il prezzo di mercato dei vostri GB e dei vostri Minuti in modo da non dare il fianco a questi giochi di potere che puntano a vincolare il cliente privandolo del godimento di tariffe migliorative.

Se avete necessità, domande o richieste fatemele pure.

Recensioni, sondaggi

Relazione sui risultati del Sondaggio

Ecco una breve ma significativa analisi a riguardo del sondaggio che ho proposto la settimana scorsa con tema : La Sicurezza Informatica nell’era di internet.

Il sondaggio non è stato affollatissimo ma comunque è riuscito a delinearmi un profilo abbastanza attendibile del grado di know-how esistente sul tema.

Il Background Informatico generale dei rispondenti il sondaggio è sicuramente molto basico, ed è proprio a quella fetta do popolazione che volevo rivolgermi. Oggi nel 2016  il concetto di Virus (che dal sondaggio è esperienza nota per l’86% delle persone coinvolte) è molto evoluto rispetto a 10 anni fa; oggi il cybercrime è l’attività più redditizia tra quelle possibili in internet e il target di chi li propaga si è notevolmente spostato da prima.

Un tempo i virus venivamo divulgati come atto di sfida e per creare un disagio (oltre che per pressare sulal vendita di prodotti “legali” in modo meno legale es. Antivirus ) oggi la maggior parte del malware è utilizzato a scopi economici, da lui si vuole trarre monetizzazione diretta (riscatto/ricatto) o indiretta (furto di informazioni, spionaggio e concorrenza sleale).

Ecco che la risposta alle successive 3 domande inizia a delineare un tratto abbastanza inquietante, infatti se è vero che l’86% ha avuto a che fare con un virus, la stessa identica percentuale non conosce la categoria dei Ransomware, ossia quei malware che si insediano nei pc e ne criptano il contenuto, spesso con chiavi esadecimali e asincrone, per poi richiedere un riscatto per ottenere la decriptazione. Molte volte l’utente riesce ad uscirne (cloud, backup o semplicemente disinteresse per il dato perduto), ma ci sono casi in cui è costretto a  pagare e si stima un giro d’affari mondiale che supera i 200 mln di dollari ogni anno.

L’approfondimento su come funzionano i ransomware lo farò la prossima settimana, ma è l’approccio all’utilizzo del dispositivo informatico l’unica vera arma a disposizione dell’utente (gli Anti Virus infatti non bloccano i crypto, o meglio non direttamente).

Diffusissimo e pressoché sconosciuto (solo il 18% dei rispondenti) lo spoofing (Domanda n.4)  e stiamo parlando della sottrazione e manipolazione, nonché riutilizzo dei dati personali delle persone, della credenziali e dei profili virtuali nonché delle loro risorse (IP,file cloud,foto) ; mediamente più noti gli altri crimini citati.

Molta sensibilità e conoscenza dimostrata sul tema del Cyber Stalking (90%) ma crolla la consapevolezza delle normative fondamentali per l’utilizzo di internet, per la tutela della propria immagine e quella dei propri figli (solo il 27% dichiara di saperne qualcosa), mentre il del restante 73% una buona metà vorrebbe approfondimenti in merito cercando sul web (cosa che consiglio solo ed esclusivamente dopo aver partecipato a qualche corso per l’utilizzo degli strumenti Internet).

Poca consapevolezza sul fenomeno del Cyber Bullismo (sia tra bambini che tra adulti) solo il 18% ne sa qualcosa mentre il 60% dice che vorrebbe più informazione (e io direi “formazione”) sul come guidare i propri figli all’utilizzo di Internet e dei suoi strumenti.

Il sondaggio si conclude con 2 domande che trovano quasi la totalità dei rispondenti in accordo, sia sul fatto che Internet è uno strumento importante, e che dovrebbero essere messi in condizioni di non privare i propri figli dal suo utilizzo, e del fatto che un corso che tenti di eliminare i dubbi evidenziati da questo articolo sia più che utile.

E alla luce di questi risultati, lo penso anche io.

A presto.