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Facebook e la (tua) privacy

E’ il social network più utilizzato del pianeta ma allo stesso tempo il più discusso dagli esperti di Sicurezza Informatica e Privacy : Facebook è chiamato alla prova di maturità per allinearsi alle linee guida normative in tema di riservatezza.

Non solo una stretta sulle fake news e sui profili chiaramente falsi : tra le nuove strategie messe in atto dal team di Zuckerberg per rendere più piacevole e confortevole il tempo passato sulla piattaforma ci sarebbero anche delle nuove feature per quanto riguarda la privacy su Facebook.

Da tempo, infatti, gli iscritti possono scegliere chi vedrà i loro post, quali informazioni del proprio profilo rendere disponibili a tutti gli utenti e quali invece riservare solo gli amici e, ancora, se rendere o meno pubblici i propri contatti, i gusti espressi tramite i like alle pagine, ecc.

Il fatto dia avere lo strumento , però, non significa automaticamente che chiunque abbia un profilo Facebook sia veramente, e in ogni momento della sua permanenza sulla piattaforma, attento a questioni come queste. Anzi: è tanto provocatorio quanto superfluo chiedersi quanti utenti abbiano letto, davvero, le clausole sulla privacy e sul trattamento dei dati personali da parte di Facebook prima di dare il consenso al momento dell’iscrizione. E non poche critiche sono piovute negli anni addosso all’azienda proprio per quanto riguarda la mancata o scarsa trasparenza con cui avrebbe comunicato le sue politiche di privacy su Facebook.

Il nuovo Hub per la Privacy su FB.

Una delle facility che Facebook ha introdotto è senza dubbio afferente la raggiungibilità di quello che possiamo definire una sorta di privacy hub in cui chiunque ha a portata di click tutte le informazioni di cui ha bisogno riguardo agli strumenti per rendere quanto più sicura possibile la propria vita social. Non è una trovata nuova veramente: il Privacy Center di Facebook esisteva già e, solo qualche tempo fa, era stato utilizzato nel tentativo di spiegare soprattutto ai più piccoli come navigare sul social in tutta sicurezza, senza condividere con altri informazioni indesiderate. La vocazione pedagogica è in qualche misura rimasta: con un linguaggio semplice e colloquiale, delle animazioni divertenti e delle pratiche sezioni tematiche, l’hub guida infatti, letteralmente, anche l’utente più comune a scoprire aspetti riguardanti la sua privacy su Facebook che con ogni probabilità non aveva mai considerato.

Facili proclami a parte – la missione di Facebook è quella di «rendere il mondo più aperto e connesso» e, in questo, un ruolo fondamentale ce l’ha direttamente la community, viene ribadito – quello che di interessante c’è è che, forse per la prima volta, Facebook rivela la sua politica sulla privacy in maniera chiara e puntuale.

Che dati raccoglie Facebook? Come vengono utilizzati? Con chi vengono condivisi? E come può, se può, l’utente gestire quegli stessi dati? Sono queste le domande a cui il team di Zuckerberg ha provato a rispondere. Soprattutto le risposte alla prima domanda potrebbero essere utili, così, agli utenti più preoccupati per la loro privacy su Facebook. Tra i dati raccolti dal social non ci sono solo le informazioni – relative al tipo di contenuti e alle persone con cui si interagisce, ai luoghi che si visitano, agli orari in cui si sta di più connessi – che vengono fornite personalmente attraverso l’uso che si fa della piattaforma. Facebook raccoglie anche le informazioni personali che vengono fornite da altri (si pensi alle foto in cui si è taggati), ricavate dalle proprie reti e cerchie (di amici, di like alle pagine) e, ancora, dedotte da e inerenti a i dispositivi da cui ci si connette al social, senza contare quelle che provengono da app, siti web, servizi terzi a cui si accede tramite il Facebook login o dalle aziende partner (che non sempre è detto l’utente conosca).

Per cosa vengono utilizzate informazioni come queste? La risposta è sotto gli occhi di tutti: da tempo lo sforzo di Facebook è di rendere quanto più personalizzata e personalizzabile possibile l’esperienza sulla piattaforma, tanto quando questo vuol dire mostrare le previsioni del tempo per la località in cui ci si trova, per esempio, quanto per dare precedenza nel feed alla tipologia di contenuti che si consumano più frequentemente o, ancora, per rendere possibili le previsioni dei tag nelle foto e, non meno importante, scovare e prendere provvedimenti contro i profili fake.

La guida di Facebook alla privacy sulla piattaforma continua quindi con una serie di indicazioni rispetto ai soggetti con cui possono essere condivisi i dati rilasciati a Facebook e le modalità con cui ciò potrebbe avvenire. All’utente vengono suggerite, poi, le azioni principali che può intraprendere – sia direttamente all’interno della piattaforma, sia tramite vie legali – qualora voglia modificare o cancellare alcune delle informazioni personali condivise sul social.

Se le inserzioni (di terzi) su Facebook pongono questioni di Privacy

Nel fare chiarezza sulla privacy su Facebook, infine, vengono fornite anche maggiori spiegazioni sul sistema delle inserzioni su Facebook. Perché a un utente viene mostrata un’inserzione e non un’altra e come (e se) l’utente può scegliere quale inserzioni vedere sono, del resto, interrogativi tra i più comuni per chi utilizzi quotidianamente Facebook. Semplificando molto: le pubblicità che vengono mostrate da Facebook dipendono ancora una volta dai propri like alle Pagine, dagli interessi che si è dichiarato di avere, dalle interazioni già avute con l’azienda o con il prodotto (se è stata utilizzata l’app tramite Facebook login, per esempio, o se è stato visualizzato un prodotto su un sito che abbia installato il pixel di Facebook è molto probabile che si riceveranno informazioni su azienda/prodotto in questione) e in parte anche dalla prossimità geografica con l’attività che voglia fare  marketing contestuale e di prossimità. Quello che forse non tutti gli iscritti sanno è, invece, che si possono modificare le proprie preferenze rispetto alle inserzionicontrollando i propri interessi, le pagine con cui si interagisce o impedendo a Facebook di utilizzare gli altri dati che ha a disposizione per personalizzarle.

Prendetevi cura della vostra Privacy perché è un patrimonio totalmente vostro e non dovete permettere che sia fonte di guadagno per terzi.