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Google lancia Allo : l’alternativa a Telegram e Whatsapp.

Con la distribuzione su piattaforma iOs, avvenuta nella notte di ieri, Allo è ufficialmente sbarcato nei nostri smartphone. Google lancia un forte messaggio dunque al colosso Whathsapp e lo fa introducendo una applicazione che, sulla carta, fonda la sua potenza sulla “sicurezza delle informazioni”. Pare infatti che a Moutain View abbiano realizzato una App che oltre alle classiche funzionalità di Messaggistica comuni a tutti abbia anche la funzione per chattare in “incognito”.

Ovviamente è una funzionalità estemporanea e va attivata dal Menu dell’Applicazione :

Avvia chat in incognito Modalità in incognito.

Selezionando poi il contatto con cui si desidera conversare mantenendo Privai i contenuti.

Ma cosa succede nella modalità in incognito?

Fondamentalmente (sempre sulla carta) lo scambio di messaggi avverrà tramite la crittografia end-to-end e quindi senza stazionare nei Sistemi Informatici di Google che non potrà averne copia, solo tu e la persona con cui stai chattando potrete visionare i contenuti. Di conseguenza non potranno essere visualizzate le anteprime del messaggio nell’elenco delle conversazioni, le notifiche non indicheranno il mittente, anzi potranno anche essere del tutto disattivate.

Inoltre con la  modalità in incognito, puoi impostare i messaggi in modo che scompaiano dopo un certo periodo di tempo. Il periodo predefinito è di 1 ora, ma puoi modificarlo agendo sul timer Timer e scegliendo di far sacadere i messaggi in base a una tempistica a piacere (Mai, 5 secondi, 10 secondi, 30 secondi, 1 minuto, 1 ora, 1 giorno o 1 settimana). All’interno della stessa chat, tu e il destinatario condividete le stesse impostazioni del timer, ma puoi impostare un timer diverso ogni volta che si avvii una nuova chat.

Importante. Gli utenti di Allo che ricevono i tuoi messaggi possono salvarli in altri modi, ad esempio possono acquisire una screenshot o scattare una foto.

E nella modalità normale?

Stando a quanto dichiarato da Google nel corso dell’I/O 2016 di Maggio, anche le conversazioni tenute al di fuori della modalità “incognito” saranno  tratte comuqnue in rispetto alla privacy, infatti sebbene i contenuti di queste chat transiteranno sui server di Google (che potrebbe quindi salvarseli temporaneamente) questi non potrà associargli una identità

Sulla carta un bel passo avanti quindi considerando le fragilità del sistema di Sicurezza di Whatsapp (che dopo l’ingresso in Facebook ha diminuito ulteriormente le proprie difese immunitarie). C’è però anche chi canta fuori dal coro, come ad esempio l’ex agente della CIA Edward Snowden che ha addirittura messo in guardia gli utilizzatori di smarphone dallo scaricare questa applicazione da lui ritenuta insicura e totalmente priva di Privacy: secondo Snowden infatti Google, tornata sui sui passi rispetto alla gestione delle conversazioni “non in incognito” salverà i contenuti catalogandoli, e questo , sostiene l’ex agente federale , a scopo di fornire supporti alle organizzazioni governative nell’ambito di indagini ed intercettazioni. Solo negli USA nell’ultimo anno l’NSA ha ottenuto l’autorizzazione ad intercettare ben 1500 conversazioni.

Dove sarà la verità? Nel frattempo il consiglio è quello di testare sul campo l’applicazione per verificarne la robustezza e l’usabilità.